A Glen Ellen, nella contea di Sonoma, nello Stato della California, esattamente il 22 Novembre del 1916, muore Jack London. Tu lo conosci come autore di libri memorabili come "Zanna Bianca" e "Il Richiamo della Foresta". Generazioni intere crescono ancora nel mito di Buck. Sono opere passate ormai alla storia. Si tratta di veri e propri classici della nostra cultura. La cosa incredibile è che sono stati scritti solo 100 anni fa!
Personalmente considero Jack London un riferimento attualissimo, non solo come scrittore, per questo ti parlo qui di lui. Il suo decesso è avvolto ancora oggi nel mistero. Al contrario, la sua intensa vita, è stata sbandierata ai quattro venti e, lui, di venti, se ne intendeva molto bene!
Nei primi anni del '900, a Novembre, scrive un breve racconto, dal titolo "Cosa Significa per Me Vita". Viene dato alle stampe qualche anno dopo, inserendolo in una raccolta, in cui London tratta di molte altre questioni. Ora. Secondo me, quello ch'è importante che tu possa apprezzare qui è che, queste dieci (10) pagine, sono il condensato fenomenale di una confessione intima, personale e autentica, molto utile, su molteplici livelli. Vediamo insieme quali. Riporto qualche citazione direttamente dal suo testo.
<<Sono nato proletario>>. Punto. Così inizia il racconto di cosa significa per Jack London il termine Vita.
<<Vengo da un ambiente rude, volgare, duro>>. Sta parlando, non solo della sua famiglia adottiva, ma soprattutto della California. Capito? Tu che hai il mito a stelle e strisce spero ti torni utile.
<<Dentro di me, però, la vita reclamava più di una magra esistenza tra stenti e rinunce>>. Ecco dunque una scintilla, nell'intimità di un uomo e, soprattutto, il suo pieno rispetto, nell'accoglierla, nella sua stessa esistenza.
<<In breve, ogni giorno accettavo l'alba e con essa l'idea che sopra di me c'era ogni bella cosa nobile e armoniosa, tutto ciò che rendeva dignitosa e decente una vita che valesse la pena d'essere vissuta come ricompensa ai travagli e alle miserie>>. Il suo è dunque uno sguardo fiero, indomito e colmo di speranza. Questa è una prospettiva che, anche tu, puoi prendere in seria considerazione. Si tratta di considerare, qualsiasi questione ti possa mai capitare, indipendentemente dalle condizioni date. Da qui si può affrontare la vita, anche serenamente, senza per questo rendersi arrendevoli, anzi.
Domanda. <<Perché risparmiare e investire in azioni dello stato visto che mi bastava comprare due giornali a cinque centesimi e rivenderli a dieci centesimi con un semplice movimento del polso, raddoppiando il capitale?>>. Facile. Il punto di partenza non è mai discriminate. Mai darsi per vinto. Questo è il gioco che dobbiamo giocare? Bene. Facciamolo al meglio delle nostre forze. La disperazione non è contemplata per chi vuole godersi la sua stessa esistenza.
<<La scala degli affari era diventata la mia scala>>. Il livello si alza? Nulla da temere. Ci siamo.
<<Fu allora che ebbi la visione di me nei panni di un principe del commercio calvo e di grande successo>>. L'immaginazione è tutto nella nostra vita. Fa la differenza. Sempre. Fu così che, nell'ambiente che frequentava, iniziarono a chiamare Jack proprio: "Il principe dei pirati di ostriche". Di questo si occupava a quel tempo. Aveva successo. Zero scrupoli. Si trattava di vita o di morte.
<<Sia ben chiaro, era una rapina: ma è precisamente questo lo spirito del capitalismo>>. Adattarsi è decisivo. La sfida è aperta. Per legittima difesa si deve essere pronti a fare tutto. Importante rendersene conto. Capire il livello in cui siamo. Giocare fra i protagonisti, a carte scoperte, è dunque il minimo.
<<Il capitalista ruba le proprietà dei suoi simili, magari adducendo scuse come un rimborso, un fondo fiduciario o pagando tangenti, a senatori e giudici della Corte Suprema>>. Ora anche tu sai che, la Rivoluzione d'Ottobre, si è avvalsa anche del contributo proveniente direttamente dall'assolata Ocean Road di LA.
<<Ho fatto il marinaio, lo scaricatore di porto il manovale. Ho lavorato nei conservifici e nelle fabbriche, nelle lavanderie e a tagliar prati, pulire tappeti e lavare finestre>>. Nulla di tutto questo però ha mai scalfito la convinzione di quest'uomo.
<<Il lavoro non mi spaventava, amavo il lavoro duro. Mi sarei stabilito dove serviva, lavorando come un matto per diventare un pilastro della società. Si, avrei fatto così>>. Ci vogliono le idee chiare. Il saperle esprimere con convinzione. Il da farsi poi viene di conseguenza. Decisiva è però la misura, in ogni cosa che ci riguarda.
<<Il troppo lavoro mi fece venire la nausea. Decisi che non volevo più lavorare e fuggii. Feci il vagabondo, elemosinando di porta in porta a zonzo per gli Stati Uniti, a sudare sette camice tra bassifondi e prigioni>>. Un grande. Incredibile. Trasparente. Coerente. Lo voglio sottolineare. Queste sue parole mi sollevano. Oltre a J.J. Rousseau, non sono stato quindi l'unico a trovarmi in queste condizioni.
<<Mi spaventai al punto di ritrovarmi a riflettere sulle crude verità della complessa civiltà in cui vivevo>>. Chiunque sia in grado di voler fare un analisi accurata della nostra società, giunge inevitabilmente alle considerazioni che, già nello scorso secolo, ha fatto anche Jack London. Indotto fra Majakovskij e Rodcenko, eccolo giungere a un primo valido livello della consapevolezza del Sè integrale, di cui vado parlando nel mio ultimo scritto Sè 4.0.
A nota. La traduzione del testo di Jack London, è sicuramente da mettere a punto. Lo faccio subito giusto con uno spunto. Al posto del termine "cervello" scrivo "ingegno".
<<Fu in questo modo che imparai come anche l'ingegno fosse merce di scambio. Era diverso dai muscoli: un venditore d'ingegno, a cinquanta o sessant'anni era ancora agli inizi della propria carriera e i suoi articoli, a quel punto della vita, venivano pagati molto bene>>. Per questo sarò sempre immensamente grato a Jack London. Mi ha donato il senso compiuto della mia attività di scrittore, esperto nella redazione di Contenuti Pertinenti.
<<A questo punto ebbe inizio una frenetica caccia della conoscenza>>. Fu così, ufficialmente, che, Jack London, diventò filosofo, non a sua insaputa. Lo volle con tutto Sé stesso.
<<Altre menti ben più sagge che mi avevano preceduto avevano già messo nero su bianco le mie riflessioni e molto altro ancora>>>. Ecco la misura di un uomo integro, in grado di prendersi così la sua santa posizione nell'intero universo che ci è concesso di osservare e vivere, da qui, per ora.
<<Dove stavo adesso la vita era pulita, nobile e ogni cosa veniva riabilitata, diventava meravigliosa e gloriosa e io ero felice di essere al mondo>>. Dunque, essere felici è una possibilità che ci è data, anche in questa vita. Qui c'è la dimostrazione di come, una volta ottenuta la misura, si può vivere in piena armonia, veramente.
<<Come mercante d'ingegno fui un successo. La società mi aprì le sue porte>>. La prospettiva però qui non cambia di una virgola, anzi, viene solo confermata. L'uomo saldo in Sé non si disorienta.
<<Mi aggiravo tra gli individui seduti sui gradini più alti: predicatori, politici, uomini d'affari, professori, editori>>. Qui, Jack London, in due righe, sintetizza le migliori teorie economiche, politiche e sociali, scritte in tutti questi secoli da illustri pensatori accademici e applicate da personaggi senza scrupoli, lungo tutta la nostra storia, fin qui rivelata. Questa è dunque la mappa sociale utile, a prendere le mosse e comprendere così, esattamente, come ancora oggi, la tua quotidianità si muove. La contraddittorietà di questi personaggi diventa così palese, solo nel momento in cui la si mette ben in mostra, se si ha voglia. Ecco allora i paradossi, non solo eccellenti.
<<D'altra parte, scoprii che avevano invece sviluppato uno spiccato senso degli affari. Scoprii pure che quando si parlava di soldi la loro moralità ne usciva azzerata>>. Incredibile ma vero. Corporazioni dedite a falsificare dati. Istituzioni preposte per alterare cibi. Enti specializzati solo nelle cospirazioni. Questa la verità, per chi è in grado di vederla. Il tutto mosso solo dagli interessi, stratificati, da secoli. Per queste parole Jack London venne accusato dal suo stesso editore. Era ormai per tutti una canaglia. Eppure, questo editore pubblicava, sul suo giornale, la pubblicità di medicinali brevettati, di cui non osava stampare la verità sulle controindicazioni, solo per paura di perdere cospicue sovvenzioni! Domanda. Ti sembra attuale Jack London?
<<Così ritornai alla classe lavoratrice nella quale ero nato e alla quale appartenevo. Non m'interessava più risalire>>. Il mito della caverna di Platone rivive qui, sulle spiagge della Sysco bay.
<<Sono le fondamenta dell'edificio che m'interessano>>. Sta andando in profondità. Entrando nel dettaglio. Le connessioni si amplificano.
<<Continuo a credere nella nobiltà e nell'eccellenza delle persone>>. Ecco la coerenza di quest'uomo, venuto meno troppo presto, come purtroppo capita anche ai nostri giorni.
L'eredità è qui spiritualmente corposa. Vita significa cercare, quindi osservare e ascoltare, sempre. Le persone. Considerarle. Comprenderle. Soprattutto per ciò che le muove. Cosa c'è dietro un uomo? Questa la domanda a cui dare risposta. Stessa cosa vale per un azienda. Qual'è il suo ruolo? Ecco svelata l'impresa. Per ogni personalità pubblica che ci si presenta, per l'uomo d'affari, per un professore universitario, è bene sapere che, c'è sempre un interesse che lo muove. La questione, per te, ora, è, come puoi sfruttarlo a tuo vantaggio questo sapere? Questo è il tuo compito. Oggi. Qui.
Per concludere, per me, risulta così evidente che, l'utilità di questo testo, ultra centenario, si muove su molteplici livelli. Primo. Grazie a queste poche righe, per chi non avesse mai letto nulla di Jack London, può avere una validissima introduzione al suo pensiero. Secondo. Chi ha già letto qualcosa, come te, può farsi un idea, ancora più puntuale, di come e perché, non solo i suoi racconti sono così avvincenti, ma più che altro proprio del perché abbiano preso vita. Terzo. Come dimostra la sua esistenza prolifica, è sempre molto importante fare i conti, partendo sempre da Sé stessi, per arrivare poi a centrare il punto in cui ci ritroviamo noi, in questa nostra vita. Quarto. Quante cose non conosco, non solo di Jack London. Per questo finiscono qui, con quest'articolo. Molte altre ricerche debbo fare.

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