Ottenere successo non è semplice e non è per tutti. La consapevolezza di sé stessi e le relazioni con gli altri, contribuiscono a incamminarci sulla strada per raggiungerlo. Questo vale anche a livello aziendale, dove fin'ora i numeri hanno fatto sempre la differenza.
Ora, sul piccolo manuale del giovane imprenditore intraprendente, a pag. 1 c'è scritto che occorre, in primo luogo, definire la propria IDEA. Un Idea che, nel senso contemporaneo, sia differenziante rispetto a ciò che finora, fin qui, s'è visto. Si tratta infatti di portare motivazioni e competenze che fanno la differenza veramente sul mercato. Poi, a
pag. 2 c'è scritto sul manualetto di definire il TARGET. Questa cosa è decisamente molto semplice da comprendere. Anche se poi c'è da mettere sempre più a punto a chi ci rivolgiamo, sopratutto quando andiamo
nel dettaglio e parliamo di offerte dedicate. Poi, pag. 3, c’è la
SQUADRA. Si tratta di saper coinvolgere professionisti, anche già operativi sulle macro-aree d'interesse. Infine, a pag. 4, ci sono i
NUMERI che vanno di norma monitorati e verificati. Queste quattro mosse, in chiave d'impresa, potrebbero già tornare molto utili, sopratutto se le consideriamo come un'unica prima mossa per dare fondamento al nostro business. Ma andiamo avanti.
Tutti noi siamo ben consapevoli del fatto che la competizione oggi, in qualsiasi comparto ci rivolgiamo, necessita di un piano d'azione dettagliato. Carl
Marx già nel 1857 diceva che: <<Il danaro non sorge
per convenzione. Sorge nello scambio e, da esso, in maniera del tutto naturale, diviene un suo prodotto>>. Noi sappiamo che le regole di base, convenzionalmente adottate
in economia, per far crescere una qualsiasi azienda commerciale, si basano in
sintesi su quattro principi:
1) Aumentare il NUMERO dei CLIENTI ATTIVI
rapidamente e costantemente;
2) Aumentare la SPESA MEDIA (Up-Selling) che
i Clienti Attivi effettuano;
3) Aumentare la FREQUENZA degli ordini
del parco Clienti Attivi (Sell-In);
4) Aumentare la QUALITÁ degli
APPUNTAMENTI e quindi il numero dei contratti, rispetto alle visite effettuate.
Essere consapevoli di questi quattro principi è la seconda semplice mossa che dobbiamo fare nostra per raggiungere i nostri obiettivi.
A questo punto possiamo sottolineare con Steve
Jobs che: <<Tutto ciò che
vedi di fronte a te e che ti circonda, tutto quello che noi oggi chiamiamo
“vita”, devi sapere che, è stato creato da altre persone che, non erano certo
più intelligenti di te! Quindi, anche tu, questa “vita” puoi influenzarla e
puoi cambiarla. Puoi costruire nuove cose che poi, anche altri, utilizzeranno.
Quando veramente capirai tutto questo, per te, non sarà più la stessa “vita”>>.
Ecco allora che già da qui risulta evidente come dobbiamo impostare il nostro Business Plan, per condividerlo e renderlo chiaro a soci, finanziatori, collaboratori e clienti. Debbono risultare chiaramente comprensibili le motivazioni di fondo che muovono la nostra intenzione, evidenziando
quali sono i punti di forza, grazie a cui si possono cogliere opportunità
uniche, pur in questo momento storico, che tutti noi stiamo vivendo. Al Business Plan segue una strategia commerciale, condivisa,
concreta e rinnovabile, che caratterizza l’azione di penetrazione e che, allo stesso tempo, si muove sulla base di leggi convenzionali
del mercato in genere, legate ora più che mai alle nuove tecnologie. Per questo,
affinché si possano ottenere ordini e clienti, in grado di mantenere attiva e
prosperosa l'impresa, per tutti i protagonisti coinvolti, la Strategia di Penetrazione viene tendenzialmente così impostata:
1) Digitalizzazione dell'impresa. Quindi, pagina Web e
tutto ciò che concerne SEO, SEM. Attività Social massiccia, anche con Facebook
e post spinti una volta a settimana con il SMM. Canale Video attivo. In cui la
spinta all’azione sia sempre presente.
2) Sales letter, in cui il Copywriting, fa la
differenza. Qui ci sarà prima un attività d'e-Mail MKTG che s'accompagna però
anche all'invio cartaceo. Ci sono tre (3) livelli di questa attività che, dalla
presentazione generica, arrivano sempre più nel dettaglio, fino alla
personalizzazione della comunicazione. Il primo ciclo d’invio si pone
l’obiettivo di aggiornare il nostro DataBase, per fare questo, con l’invito
all’azione, si può donare un bonus che può essere cartaceo, online, video,
audio, scritto, etc.. Il secondo ciclo è diciamo così educativo, con cui si
ottengono tutti i dati completi da inserire nel CRM. Il terzo ciclo mira solo a
fissare l’appuntamento. Si lavora su zone, distretti e territori specifici.
3) Presenza su Riviste. Professionali e Consumer. La
presenza e la collaborazione costante su media tradizionali è decisiva, indirizza sia al canale Professional che Consumer.
4) Blog, Newsletter e manuali operativi e/o
articoli caricati anche su Issuu.
Questi primi quattro punti girano tutti, ognuno con le
sue particolarità, sulla stessa identica esigenza, ossia comunicare, per farsi
riconoscere, per essere posizionati nella testa sia del cliente professionale,
sia del cliente consumer.
5) Presenza e organizzazioni di FIERE ed EVENTI. Un
bel primo passo è presenziare e organizzare Master e Convegni dal
respiro scientifico e allo stesso tempo fashion e internazionale. Ma
anche Corsi di Formazione certificati e professionalizzanti,
anche nella forza vendita. Occorre creare anche una sorta di Bollino Blu, di
Pagella, di Certificato di Qualità per il comparto interessato così da distinguersi in sicurezza e notorietà, come una sorta di percorso in step standard, che si
ripete di anno in anno e questo, è l’anno da cui iniziare, con il contributo di
tutti i professionisti coinvolti!
6) A quest’attività, segue, sopratutto dopo l'invio di
mail, sales letter cartacee, a chi mette I Like, ai contatti post-Fiera, la
TELEFONATA del commerciale. Qui, il DataBase prima e il CRM dopo, entrambe
condivisi, fanno la differenza. La telefonata può essere Calda, se prima si è
preparato il terreno, oppure Fredda, anche perché può essere fatta nel giorno di
lavoro d'ufficio e si ha magari del tempo per contattare potenziali clienti che risultano
avere similitudini di esigenze o di territorio. Il fine della telefonata, in
questo caso, è fissare un Incontro, che non vuol dire necessariamente fisico, ma che può essere anche elettronico.
7) Visita a CALDO. Dopo tutta l'attività fin qui
descritta con il Cliente Potenziale, si va nell'Incontro di Presentazione e se c'è necessità, si organizza la Demo. All’uscita di questa
presentazione, se si ha tempo, se stiamo parlando di un incontro fisico, si va anche in zona a fare Visite a FREDDO, per
prendere contatti, con un classico Porta a Porta e ri-iniziare l'iter standard
dal punto 2). In quest'ottica, nella visita, vanno sottolineate anche le molte
richieste dei Consumer che possono essere rigirate al cliente attivato.
8) Dall'Analisi delle esigenze del cliente,
riscontrate in presentazione, si formula un Offerta, un Preventivo, in cui uno
Starter Kit o un Professional Kit sono i protagonisti, perché qui lo scopo è
ottenere il CONTRATTO per un primo Ordine, anche se piccolo. A quest’ordine, deve seguire un secondo ordine, per poter
definire il percorso di crescita del CLIENTE! Quest'ultimi sono stabiliti secondo
la classica definizione di Serie A, B, C e Partner.
9) Post-Vendita. Attraverso EVENTI, FORMAZIONE e le
presentazioni delle Novità, il cliente va coinvolto e motivato, ri-ecco la Fidelizzazione.
Nell'Offerta Formativa, si possono proporre anche, corsi di aggiornamento che
valgano come crediti di aggiornamento professionale, come ad es. l'ECM per la
sanità, in partnership con istituzioni e associazioni di categoria.
10) Analisi dei Risultati, Verifica
e messa a punto della Strategia.
A questo punto, definita l'IDEA, impostata una Strategia Commerciale, supportata dalla Verifica e dalla continua messa a punto, la moderna scienza economica si dice appagata e soddisfatta. Così tutto ora dipende da noi. Il fattore umano è la discriminate. Albert
Einstein, Premio Nobel per la Fisica, l'aveva già sottolineato: <<Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta
può essere contato>>. Parlando in generale possiamo affermare che i dati economici ci dicono che, tutto sommato, a livello globale, stiamo facendo
bene. La crescita, anche se minima, c’è, ed è sempre più diffusa, anche nei
paesi emergenti. Ci sono nicchie di mercato dov’è possibile parlare di vere
opportunità, come ad esempio tecnologia e benessere. Tuttavia, molteplici e
inarrestabili sono le incognite legate al nostro futuro, soprattutto in relazione
alla prossima rivoluzione industriale, quella digitale, che già stiamo vivendo.
Insomma, le analisi, somministrate da enti, istituzioni ed organismi, di tutto
il globo, vanno valutate con molta attenzione alla luce dei fatti reali, perché,
la fotografia dettagliata della situazione, anche in prospettiva, risulta non
priva di difficoltà. Crisi finanziarie, virus, bolle speculative, terrorismo,
riscaldamento globale, corruzione, disoccupazione giovanile, violenza, forzature
istituzionali, povertà, licenziamenti aziendali di massa, abusi, lotte
territoriali, scandali, guerre locali, inquinamento, modificazioni genetiche,
epidemie, esodi incontrollabili, estremisti, allarme alimentare, doping, emergenze
umanitarie, trattati multinazionali di libero scambio ma anche dazi e chiusure di
attività tradizionali sul territorio, mancanza di riconoscimento e pessima lungimiranza
nell’utilizzo di forme alternative d’energia. I disastri naturali poi, solo tra
terremoti, alluvioni e maremoti, non ci fanno stare certo tranquilli. In Italia,
tutto questo stato di cose, si amplifica a dismisura. La grandezza di un rinascimento
secolare, è stata recisa dall’avidità economica moderna di un manipolo
d’avventurieri, nel giro di pochi anni. La ricchezza si sta concentrando sempre
di più su un ristrettissimo gruppo di persone, mentre la povertà si va
allargando a dismisura. La rivoluzione industriale sarà inesorabile. L’individuo
ne farà le spese se non si prepara adeguatamente. Solo che l’istruzione, per
parlare della nostra penisola, ad eccezione di alcuni e rari casi, è a livelli
insostenibili, obsoleta, inadeguata, mai allineata alle reali esigenze, non
solo della persona e del mercato a venire, ma sopratutto non in linea con la
nostra stessa storia. Mancanza di specializzazione, limitate aspettative e
prospettive, anche professionali, chiusure sistematiche, su molteplici livelli,
con tutti che continuano a dire a tutti come risolvere i problemi, magari creati
da loro stessi, accusandosi reciprocamente con veemenza, senza mai ascoltarsi. Ma com’è possibile tutto questo? Come siamo arrivati fin qui?
Perché proprio a noi deve capitare tutto questo? Possiamo fare qualcosa a
riguardo? Possiamo tentare di orientarci in questa situazione? Come possiamo ottenere
vantaggi per noi, per i nostri cari e per i nostri interlocutori privilegiati?
Possiamo parlare veramente di benessere nel nostro futuro? 2500 anni fa Socrate diceva <<Conosci Te
Stesso>>. Lo stato attuale delle cose ci dice che è tempo di farlo
integralmente. Questa è la quarta mossa da intraprendere. Infatti, grazie al Progetto e-EACO, innanzitutto, iniziamo a considerare che, la tradizione classica occidentale è il fondamento dell’intero
sviluppo di tutti gli ideali moderni. Da qui nasce l’intera mappatura del sé. La
nostra identità, così come oggi la conosciamo, anche purtroppo nelle sue misere
applicazioni, arriva insomma da molto lontano. Ecco, in questo contesto si
muove la consulenza e la formazione e-EACO. Un percorso specialistico, una consulenza di
nuova generazione, una formazione innovativa, utile a comprendere come siamo
giunti fino a qui e, soprattutto, come proseguire d’ora in poi. Avendo presente
questo percorso, possiamo iniziare, in primo luogo, a riconoscere il proprio sé
e poi, anche quello degli altri, dando un nuovo senso e significato alle molte
connessioni conflittuali che ci riguardano, purtroppo, ad ogni livello. Grazie
alla consapevolezza del sé integrata, proposta da e-EACO, incentrata nel
dialogo, finalmente, possiamo utilizzare una solida piattaforma sulla cui base
sostenere e argomentare le nostre risposte efficaci, nei confronti dei molti
stimoli che ci giungono inevitabilmente già nella nostra stessa contemporaneità, per raggiungere i nostri obiettivi ora.

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