La crescita resiliente del PIL e la tendenza al ribasso dell’inflazione stanno stimolando prospettive più positive per il 2024, anche se permangono cautela nelle economie globali.
Mentre gli investitori sperano che i tagli dei tassi, in primo luogo nel mercato statunitense, possano avvenire già da Maggio, la Banca Centrale degli Stati Uniti d’America, più conosciuta come Federal Reserve (FED) ha segnalato che non “dichiarerà la vittoria” troppo presto.
Mentre
i paesi di tutto il mondo si muovono in un panorama complesso, si trovano ad
affrontare una serie di rischi che includono picchi inflazionistici, crescenti
carichi di debito e diminuzione dei risparmi dei consumatori.
Gli
analisti convergono sul fatto che, le proiezioni di crescita del PIL globale
nel 2024, sulla base delle previsioni di Ottobre 2023 fatte dall’IFM, aggiornate
a Gennaio 2024, danno un quadro tutto sommato incoraggiante.
Nel
2024, si prevede infatti che la crescita del PIL reale aumenterà del 3,1%, in
leggero aumento rispetto alle previsioni fatte a Ottobre dello scorso anno.
Sebbene
sia prevista una crescita positiva in tutte le regioni, essa varia ampiamente a
causa di molti fattori che vanno dagli effetti dei costi di finanziamento più
elevati alla scarsa fiducia dei consumatori.
Negli
Stati Uniti, si prevede che la crescita del PIL rimanga moderatamente forte,
sostenuta dall’aumento dei salari reali che incentiva i consumi in tutta
l’economia.
Tuttavia,
rispetto allo scorso anno, la crescita è destinata a rallentare in un contesto
di indebolimento del mercato del lavoro. Nel 2024, Citigroup ha annunciato che
avrebbe licenziato 20.000 dipendenti dopo un anno deludente. Nel frattempo,
aziende tecnologiche come Google, Amazon e Salesforce stanno riducendo il
personale. Insieme a questo, il gigante della consegna di pacchi UPS ha
annunciato 12.000 tagli di posti di lavoro.
In
Cina, le difficoltà del mercato immobiliare stanno rallentando la crescita
economica. Il calo dei valori immobiliari ha avuto un impatto sui redditi, sul
patrimonio e sull’umore del pubblico. A causa di questi fattori sfavorevoli, si
prevede che la crescita dei consumi diminuirà nel corso dell’anno.
In
America Latina, Cile e Brasile sono stati tra i primi paesi emergenti ad
aumentare i tassi di interesse nel 2021, e sono stati tra i primi a tagliarli
l’anno scorso. Grazie al miglioramento della domanda interna in un contesto di
dissipazione dei picchi dei prezzi, il IMF ha migliorato le prospettive per
Brasile e Messico nel 2024.
Si
prevede che la crescita più bassa tra tutte le regioni si registrerà in Europa,
pari allo 0,9%. Alla fine del 2023, Signa, una società immobiliare europea
multimiliardaria, è crollata, in seguito al più forte aumento dei tassi di
interesse nei 25 anni di storia dell’Unione Europea. Offuscano le prospettive
anche la scarsa fiducia dei consumatori e l’impatto degli elevati prezzi
dell’energia.
In
Italia poi, le previsioni del 2024, si fermano sotto la media europea allo
0.7%. Si. Certo. Sempre di crescita si tratta. Ovvio. Questo però vuol dire non
solo occorre prendere le giuste misure rispetto ai dati comunicati dal
legittimo governo in carica, ma soprattutto scendere ancora rispetto alla
percentuale del volume del PIL realizzato nel 2023 che era già sceso rispetto
al rimbalzo fisiologico post pandemico del 2021.
Ora.
Sebbene nessuno abbia in verità la sfera di cristallo, va detto che, ci sono
alcuni rischi oggettivi, delineati anche dall’IMF, che potrebbero avere un
impatto negativo sulla crescita prevista del PIL globale.
Primo.
I prezzi delle materie prime sono in forte aumento. Se le tensioni geopolitiche
dovessero intensificarsi, non solo nella guerra tra Israele e Hamas, potrebbero
estendersi su un area più ampia, portando a picchi nei prezzi dell’energia.
Oltre un terzo delle esportazioni mondiali di petrolio hanno sede fuori dalla
regione, oltre al 14% delle esportazioni globali di gas. In aggiunta a ciò,
l’11% del commercio internazionale passa attraverso il Mar Rosso, che ha visto
continui attacchi da parte dei ribelli Houthi sostenuti dall’Iran e attacchi da
parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati.
Secondo.
L’inflazione, a ben valutare le cose, ancora persiste. La mancanza di materie
prime e il ritorno delle interruzioni nella loro offerta, abbinato a un mercato
del lavoro surriscaldato, potrebbe aggiungere pressioni inflazionistiche,
portando potenzialmente a tassi di interesse più elevati. A loro volta, i
mercati azionari potrebbero rispondere negativamente e la stabilità finanziaria
potrebbe deteriorarsi.
Terzo.
L’economia cinese rallenta. Un crollo del mercato immobiliare potrebbe
danneggiare la crescita interna e la fiducia dei consumatori, portando a un
calo dei consumi in tutto il paese. Rappresentando quasi il 19% del PIL globale
(PPA) nel 2023, un rallentamento dell’economia cinese potrebbe avere un impatto
sui paesi che fanno affidamento sul commercio con la Cina.
Sebbene
questi rischi rimangano presenti, l’economia potrebbe anche registrare sorprese
positive. Se l’inflazione dovesse scendere più rapidamente del previsto, ciò
porterebbe probabilmente a un allentamento monetario e a un impulso alla
crescita economica globale. Nel complesso, l’economia globale ha superato le
aspettative nel 2023 e potrebbe anche fare lo stesso nel 2024.
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